| Metamorfosi di un artista |
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La mia passione per la pittura mi è stata trasmessa da un pittore che molti anni fa transitava ad Annone durante l’estate; ho dei ricordi bellissimi che riaffiorano nella mia mente, sicuramente l’arte era dentro di me insidiata da qualche parte nei meandri del mio essere e, da questo avvenimento secondario, nacque in me la passione, e la mia ragione di vita che non mi ha più lasciato, condizionando il mio avvenire, permeando la mia vita da artista... Dopo anni di duro lavoro e sacrifici, fu per me, un grande appagamento negli anni a venire, insegnare nella scuola di Oggiono scuola professionale di disegno ( Renzo Colombo) in sostituzione del pittore Paolo Cattaneo, che dopo pochi mesi ci lasciò, mi resi conto che il poter trasmettere tramite l’insegnamento la passione per l’arte, la mia ragione di vita la mia esperienza, il godere dei risultati che ottenevo, il contatto diretto con le persone che da me apprendevano, il massimo tripudio l’ho ottenuto dopo alcuni mesi, ero partito con una classe di 20 alunni di tutte le età, e di ogni classe sociale, e durante il corso erano diventati 50 persone coscienti di imparare qualcosa da me, tanto fu la loro e la mia consapevolezza di arricchirsi a vicenda. Ma il mio essere non era completo, la mia voglia di conoscenza mi portò a Milano, volli approfondire la storia dell’arte è cosi questa volta ero io l’alunno, frequentando la scuola di specializzazione di tecnica peritale del collegio “Lombardo Periti Esperti Consulenti “ PITTURA ANTICA ITALIANA “ E PITTURA ITALIANA DELL’OTTOCENTO “ un capitolo a parte, molto importante per la mia vita professionale. Ma dopo un breve periodo di ristagno mentale, non provavo più emozioni nel dipingere tele raffiguranti iperealismo, né nello studio di materiali avvincenti quali: legno, creta, bronzo, ottone e cera, inoltre i quattro mila quadri composti con passione e profonda dedizione mi hanno permesso di organizzare più di cento mostre, ( ma …si un ma ) crescente sentivo dentro di me la smania di ricerca di un nuovo modo di esprimermi, il mio stato liberatorio con i colori con delle forme innovative con una visione dell’arte intera, a tutto tondo, ciò che solo chi vive di questo può capire; e può capire che non ci sono traguardi per la "grande arte", che fossi in grado di regalare innovazione, trasparenza ed immensa soddisfazione, plasmare l’elemento mescolare sapientemente i colori, dare la vita ad un fatica ascoltarla, farla vibrare, e dopo sentirla mia , farne dono alle persone che sanno apprezzare la mia arte. Lo scopo che mi sono prefisso, oltre allo spontaneo scaturire della propria vena scultorea, è stato quello di ideare un qualcosa di innovativo, una chiave di lettura per il futuro, abbracciando la possibilità di rendere visibile l’invisibile attraverso complessi di elementi solo in apparenza pesanti, al contrario, ad uno sguardo più attento, impalpabili, sinuose e dinamiche, forme. Questa liberazione, questo senso di sfogo e di tripudio, ho saputo mettere in luce l’aspetto più proprio del senso donato a questa, passione poiché, le figure appaiono in tutta la loro carica espressiva solo se osservate da lontano, in uno sguardo a tutto rotondeggiante che permette di cogliere la bellezza “non nei particolari espressivi, ma nell’insieme, secondo diverse interpretazioni,visioni ed angolazioni, liberando una fantasia senza limiti”. Agli occhi di un profano dell’arte, di chi si limita ad uno sguardo rapido, queste sculture appaiono astratte, ma grazie alle chiarificazioni concessa dalla mia arte, è riscontrabile limpidamente la congruenza tra l’idea mentale che precede la lavorazione ed il risultato finale; prodotto concreto di ciò che è astratto. E solo chi vive di arte, sa cos'è l’arte. Paolo polli |


